Cenni storici Baranello

Il paese fu edificato su un piccolo colle a valle di Monte Vairano, detto appunto “Vairanello”. La più antica traccia che si ha di Baranello risale all’XI secolo; si può ipotizzareche un aggregato di case esistesse
intorno al Mille. Il documento è del 1011, e si riferisce ad una donazione fatta da Leone
vescovo di Bojano alla badia Cassinese della chiesa di S. Giusta. È molto difficile ricostruire
le origini del paese: molti scritti e reperti sono stati distrutti da cataclismi, incendi, guerre e,
non ultima, dall’incuria. Con molta probabilità i primi abitanti furono i Sanniti, il cui insediamento declinò con l’avvento della potenza di Roma. Dopo diversi scontri, il Sannio fu assoggettato a Roma ed a nulla servì la grande vittoria dei sanniti delle Forche Caudine, avvenuta nel 321 a.C. Si può ritenere che la nascita dell’attuale Baranello e la sua crescita come entità urbana organizzata,
risalga al IX secolo. I più antichi documenti indicano che nel XI secolo il paese faceva parte della Contea di Bojano. Un quadro articolato di ben undici
famiglie nobili si avvicendarono col titolo di “Conti”, “Marchesi” o “Duchi di Baranello” fino al VXIII secolo.
Il borgo merita sicuramente una visita, soprattutto da parte di chi è in cerca di luoghi che conservano i segni di piccole ma grandi storie, oltre che preziose “cose belle” da vedere.
Il comune domina da una collina la valle del fiume Biferno ed è circondato da campi coltivati e da boschi, tra cui quello di Monte Vairano, un’area di assoluto pregio ambientale,che conserva le tracce di un centro abitato dall’antico popolo dei Sanniti.
Raggiungendo la parte più alta del paese si è all’interno delmedievale, testimoniato dalla torre in pietra che in passato faceva parte del castello-palazzo, sede
dei feudatari locali. Superata la torre, la strada termina in una piccola piazza, su cui si affaccia il palazzo
Zurlo, dal nome della famiglia a cui apparteneva e che ha avuto tra i suoi membri due importanti personaggi
storici: Giuseppe Zurlo, più volte Ministro del Regno di Napoli, e Biase Zurlo, Intendente di Molise nei
primi anni dopo la creazione del Contado di Molise.
In fondo alla piazza si impone al visitatore la facciata neoclassica della Chiesa di San Michele Arcangelo.
Ai margini del borgo più antico, piazza Santa Maria con una monumentale fontana, che accoglie la scultura
in bronzo raffigurante la dea Cerere, opera del noto artista Francesco Ierace. La fontana in marmo bianco
di Carrara inaugurata nel 1897 per celebrare la costruzione dell’acquedotto, fu realizzata in base ad un
progetto dell’architetto Giuseppe Barone, altro illustre personaggio storico nativo di Baranello e al quale
si deve il Museo Civico, un’importante collezione di oggetti d’arte.
Non lontana dalla fontana è situata la piccola chiesa del SS. Rosario, già
chiesa di San Biase, recentemente ristrutturata e riaperta al pubblico. L’interno
è decorato con stucchi e pitture ad olio in stile barocco. Superata la
chiesa del SS. Rosario, nel muro che limita la piazza, un’altra importante
testimonianza del passato: una stele funeraria di probabile origine osco-sannita,
che rappresenta una coppia di coniugi, uniti nella dextrarum junctio,
l’unione delle mani destre, gesto dell’antico rito matrimoniale e simbolo di
eterna fedeltà, da cui probabilmente è derivato l’attuale stemma del comune
di Baranello.

 
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