MESSAGGIO ALLA CITTA’ CORPUS DOMINI

Cari fedeli e cittadini di Campobasso, la festa del corpus Domini è da sempre una grande occasione di grazia per tutta la città. C’è una storia che si fa bellezza. Una identità che si matura, una presenza che diviene futuro. Campobasso cresce! La festa del corpus Domini si innesta così dentro il filone di altre belle occasioni di grazia per la città tutta. Si intrecciano i canti del “Teco vorrei” del Venerdì santo che ci lasciano il gusto di una vita condivisa, specie nel dolore acuto, stile di vera partecipazione. Quest’anno, poi, la festa si innesta con quella della Infiorata della Madonna dei Monti. Così Maria conduce a Gesù, che la vede sempre vicina. Lei gli ha dato “un corpo”, una “carne”. Che la presenza eucaristica continua, nel velo del mistero. La spiritualità e la cultura tengono alto il cuore dei Campobassani, ci permettono di sognare e di sperare, anche in questo tempo di crisi. Per questo, la festa si fa ogni anno sempre più preziosa! Quest’anno, in particolare, la figura straordinaria di papa FRANCESCO ci conquista e ci invia precisi messaggi. Con lui, condivideremo l’ora di adorazione, alla stessa ora. Come si fa in tutte le chiese del mondo. Una condivisione che si fa grazie per la sua semplicità, che ha reso la nostra FEDE più fresca e più bella. Più vera, fatta di segni efficaci e di parole che ti entrano nel cuore. L’eucarestia alimenta questo stile di una Chiesa che si fa vicina alla gente. Gesù si fa pane, pane spezzato, cuore che attende, presenza dolce. Ecco, allora la scelta vincente della TENDA in piazza, con una duplice finalità in questo anno della Fede; l’ascolto della PAROLA e l’adorazione dell’’EUCARESTIA. Per una settimana, questo bel segno, collocato in un punto strategico ma anche riservato, ci parla di tre cose. Che sono il MESSAGGIO che vorrei affidare ora alla nostra bella città. In questa mia Lettera aperta a tutti voi, carissimi.
Dio Amico. Nell’anno della Fede ci ha fatto compagnia la figura mite e forte di MOSE’ lungo le strade dell’Esodo, simbolo della nostra cultura odierna. In cammino, poiché la crisi nostra si vincerà solo se ci sapremo mettere in cammino. Ma lungo questo cammino, eccola sosta proprio dentro la Tenda, posta a distanza dall’accompagnamento, aperta a tutti per incontrare Dio, dove Mosè parlava con Dio come si parla ad un amico,”faccia a faccia”. Dio si fa così nostro AMICO;  come ci ha esortato anche Gesù: “non più servi, ma amici”. E’ stato commovente aver permesso a tutti  di leggere con calma,in profondità, ininterrottamente la Parola di Dio. E’ una meditazione che placa il cuore,asciuga ferite, crea amicizia. E di amicizia ha tanto bisogno la nostra città! Perché l’amicizia ci cambia e crea un modo diverso divedere l’altro: alleato e non più nemico; compagno e non più intralcio;f ratelo e non più fardello, prossimo e non più avversario. L’amicizia è la sola che può davvero ricreare rapporti fraterni, che può sanare ferite e lacerazioni. “Gustate e vedete come è buono il Signore”! Da quel VOLTO, contemplato, ascoltato, amato ogni amicizia si rinnova e si estende al nostro quotidiano, in città e nelle nostre case, nelle comunità e in famiglia.
L’eucarestia ha poi un duplice significato: è partecipazione. Ne sono segno i tanti chicchi che compongono il pane eucaristico. Sparsi sui monti, raccolti in unità, formano l’unico pane. Che gli acini d’uva, l’unico vino Che con la grazia dello Spirito Santo, diventano il corpo ed il sangue di Gesù. Ogni chicco ed ogni acino è indispensabile. Necessario. Prezioso. Come ognuno di noi. Ed attorno alla “mensa del cielo”, ognuno è atteso,accolto. E’ bello vedere che anche quest’anno, accanto alla tenda dell’Eucarestia, ci sia la tenda dell’accoglienza, specie per gli immigrati. Dove confluiscono anche i prodotti delle cooperative, nate con loro e per loro, per la generosità zelante di alici lungimiranti. La partecipazione ci ricorda che è sorgente di reciprocità e di esercizio armonioso di diritti e di doveri. Che culmina nella condivisione. Non annulla le legittime differenze, ma le armonizza in una superiore unità! L’adorazione ci fonde. L’unico pane eucaristico crea e fonda l’unico corpo sociale.
Ma l’amicizia e la partecipazione esigono il fondamento della stima reciproca. E’ la virtù della cittadinanza. Specchi odi come noi guardiamo all’altro, nel quotidiano. Sgorga dall’adorazione eucaristica, perché contemplando il volto di Gesù nella preghiera, ti senti carico di dignità! E senti che lo stesso sole illumina il volto del fratello vicino. Lo senti tuo, compagno di viaggio. E nel cuore tuo, quello  sguardo al fratello, in Cristo Gesù, si trasforma subito in stima. E dove c’è stima, c’è appartenenza. Porta a compimento l’amicizia e la partecipazione. Paolo ci esorta: “gareggiate nello stimarvi a vicenda!”. Non fischi, ma sguardo propositivo e fattivo! Per il Bene Comune. In sussidiarietà e solidarietà! La processione dei MISTERI, sempre affascinante nella sua forza vitale, ci sia di stimolo a tutto questo modo innovativo di vita fraterna, per un’amicizia leale, una partecipazione fattiva e una stima trasformante. “Segni di santità” che si levano al cielo. La processione dei MISTERI, sempre affascinante nella sua forza vitale, ci sia di stimolo a tutto questo modo innovativo di vita fraterna, per un’amicizia leale, una partecipazione fattiva e una stima trasformante. “Segni di santità” che si levano al cielo. Non sia a caso,poi, il fatto che la festa del corpus Domini, quest’anno, si celebra il 2 giugno, festa della Repubblica. La festa civile si carichi di amicizia, stima e partecipazione” Come vorrei che al corteo romano partecipassero anche i giovani, tantissimi, precari! Non solo militari”! Per un pane condiviso ed un lavoro partecipato! Sarà la mensa celeste! Auguri
     Buon Corpus Domini f.to +p. GianCarlo, vescovo

 
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