Corpus Domini

Campobasso.Messaggio dell’Arcivescovo di Campobasso-Bojano Mons. GianCarlo Bregantini per l’allestimento della “Tenda dell’Eucarestia” nella Solennità del Corpus Domini.
La novità di quest’anno è la “Tenda della Solidarietà” CORPUS CHRISTI, CORPUS HOMINIS.
E’ intenzione del Vescovo con l’aiuto dell’èquipe di servizio di “accogliere” e “condividere”
il pane con tutti gli extracomunitari e gli ambulanti venuti a Campobasso per la festività del Corpus Domini e per la Tradizionale Sfilata dei “Misteri”, i 13 quadri viventi, per le vie del centro storico e della città. Saranno infatti distribuiti la colazione ed il pranzo grazie alla collaborazione della Caserma Comando Esercito Molise, della Protezione Civile e delle Associazioni di volontariato. Da giovedì 7 a domenica 10 intensi saranno i momenti spirituali, di confessione e di cultura con l’esibizione di gruppi musicali, il coro Jubilate e degli attori Marco Caldoro e Diego Florio all’interno della “Tenda”
” E’ un segno di grande valenza spirituale e sociale- ha detto mons. Bregantini- “E’ infatti bello vedere il cuore della città che si allarga. E non solo ospita. Ma”accoglie” con discrezione e con gioia questa presenza di fratelli nella fede e non stranieri, spesso molto poveri e disagiati,
venuti in città in occasione della festa”.

Il messaggio
“Grazie della vostra presenza, in sede di Conferenza Stampa.

Ritengo infatti che questo evento di vivere bene la festa così importante del Corpus Domini con segni complementari sia anche una preziosa occasione di riflessione, etica e sociale, che ci riguarda tutti.
L’aver pensato alla TENDA come segno di preghiera, posto nel cuore della città, ci dice infatti tre cose:

1. La città condivide anche se per breve tempo, la vita di chi nelle tende è oggi costretto a stare per il dramma del terremoto.
E’ una forma di condivisione che si farà preghiera, intercessione, solidale attenzione, aiuto concreto.
2. La TENDA, da sempre è anche simbolo di precarietà, lungo il cammino della vita.
Per questo, ben rappresentata la precarietà che oggi vivono drammaticamente chi sta perdendo il lavoro e chi, come giovani, fa fatica ad entrare in esso.
Una situazione che ci rende fratelli, solidali, vicini. Capaci di condividere e capire. Per farsi poi segno di ulteriore vicinanza. Con gesti concreti da pensare e da vivere.
3. Ma questo luogo di “precarietà” quale è la tenda, oggi è avvolto da un clima intenso di Preghiera e di Adorazione.
Cioè la Precarietà, pur drammatica, non si fa paura ma impegno, mani al cielo. La Preghiera infatti è la grande arma di ogni cristiano e di ogni uomo! Cambia la storia: la dirige su strade di speranza.

Grazie quindi dell’attenzione che porrete su questo punto, nei vostri resoconti. Sottolineando soprattutto il segno che la tenda offre un pasto caldo a chi viene da lontano e fa fatica ad innestarsi in città. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato per la sua realizzazione.

+padre GianCarlo,

 
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